Quando ami qualcosa, non c’è niente di meglio che condividerla con gli altri. Le illy Art Collection nascono proprio così, dalla voglia di mettere in comune col mondo la nostra passione per l’arte. Sono tazzine fuori dal normale, capaci di racchiudere la creatività di un pittore, il tocco di uno scultore o lo sguardo di un regista in un caffè unico.

 

La nuova illy Art Collection porta la firma di Francesco Clemente, un artista che ha colpito tutti al cuore con opere che esprimono la sua arte, ma raccontano anche un pezzo della nostra storia.

 

Napoletano di nascita e giramondo per vocazione, Francesco Clemente si è costruito uno stile unico e inimitabile fatto di esplorazione, tradizione e lunghe attese interrotte da improvvise esplosioni di energia. Lo stesso stile di illy, unico e inimitabile, che miscela le migliori qualità di arabica in un gusto pieno e armonioso.

 

Un attimo di spontaneità che rompe la regola” questa è l’essenza dell’arte per Clemente. Ognuna delle sue opere riesce sempre a sorprenderci con quel piccolo dettaglio imprevedibile che rende i suoi lavori, dei capolavori. La stessa piacevole sorpresa che prova ogni volta chi gusta illy.

 

Mi piacciono le cerimonie, il vocabolario del rito, gli oggetti carichi di significato”, facile comprendere perché Clemente abbia deciso di dedicarsi con passione alla decorazione delle tazzine illy Art Collection. Perché in fondo non esiste rito più piacevole di una buona tazza di caffè illy, ogni giorno.

 

… Il nomadismo dell’artista napoletano è riscontrabile anche nella fusione stilistica che riesce a raggiungere tra figurazione ed astrazione, tra pieno e vuoto, tra decorazione e narrazione, tra Oriente ed Occidente. Il colore assume tonalità tra il mentale e il naturale.
Così pure quando Clemente incontra la porcellana, per decorare tazzine e  piattini della collezione illy, dove conferma l’intenzione di una serialità iconografica attraverso la presenza stampata di lettere che partecipano allo stesso alfabeto (il suo linguaggio) ma siglano anche la differenza del singolo prodotto.
Tutto questo implica fluidità e scorrimento, integrazione nella natura ed immersione nella soggettività. La porcellana diventa il supporto accogliente di una visione che trasloca felicemente dalla fissità pittorica nella condizione visiva di una immagine liquida.

Achille Bonito Oliva

L'opera di Francesco Clemente abbraccia quattro decenni e ha raggiunto fama internazionale.
Durante gli anni ’70 espone opere che riflettono il suo interesse per la tradizione contemplativa indiana, dove ha vissuto per
diversi anni.

Nel 1981 Clemente si trasferisce a New York con sua moglie, Alba, e i loro quattro figli. I suoi dipinti, disegni, stampe e libri illustrati sono stati esposti in numerose sedi internazionali tra cui la Whitechapel Art Gallery di Londra, la Nationalgalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art a New York, l'Art Institute di Chicago, e il Dia Center for  the Arts, New York.

Negli anni ’90, gli studi delle suo opere sono stati esposti al Philadelphia Musem of Art, alla Royal Academy of Arts di Londra, il Poumpidou Center di Parigi e il Sezon Museum di Tokio. Tra il 1999 e il 2000 il Solomon R. Guggenheim Museum di New York e il Guggenheim di Bilbao hanno organizzato una grande retrospettiva del lavoro di Clemente.

Più recentemente le sue opere sono state esposte al Irish Museum of Modern Art, Dublin (2004); al  Rose Art Museum, Massachusetts (2004), al Museo Maxxi di Rome (2006), al Museo Madre, Napoli (2009), al Schirn Kunsthalle, di Francoforte (2011), e presso la Galleria degli Uffizi di Firenze (2011)

Ha partecipato a numerosi progetti di collaborazione, dipingendo con Jean-Michel Basquiat e Andy Warhol, e con l’illuminanting poetry di Robert Creeley, Allen Ginsberg, John Wieners e Rene Ricard.
Clemente è membro dell American Academy of Arts and Letters.